Ultimamente si è parlato sulla legittimità dei giudizi degli insegnati di religione ai fini dello scrutinio.
Poi la Congregazione vaticana per l’Educazione cattolica, in una lettera inviata nel maggio scorso alle conferenze episcopali di tutto il mondo, esprime la sua posizione sull’insegnamento della religione nelle scuole.
Leggendo alcuni passi di questa lettera mi sembra di capire che si abbia paura del confronto e si voglia tenere i credenti nell’ignoranza, un popolo ignorante è più facile a gestire.
Infatti dice che :
’’se l’insegnamento della religione (nelle scuole pubbliche , ndr) fosse limitato ad un’esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo e neutro, si potrebbe creare confusione o generare relativismo o indifferentismo religioso” .
La conoscenza è libertà, Einstein disse che la conoscenza obiettiva ci fornisce strumenti potenti per la conquista di certe mete.
E poi:
” I diritti dei genitori (cattolici , ndr) sono violati se i figli sono costretti a frequentare lezioni scolastiche che non corrispondono alla persuasione religiosa dei genitori o se viene loro imposta un’unica forma di educazione dalla quale sia completamente esclusa la formazione religiosa”.
Mi sembra, semplificando e banalizzando, come dire che se non sono d’accordo col pensiero di Nietzsche devo avere il diritto di non studiarlo durante le ore di filosofia,
o che se io sono appassionata di cucina giapponese è ingiusto che i miei figli a scuola non possano seguire anche lezioni di cucina.
La fede è una cosa personale, se sono cattolica o musulmana e voglio che i miei figli seguano le mie orme ci penso io a instradarli; la scuola ha un compito ben più generale: deve fornire tutti gli strumenti necessari per la formazione completa di un giovane che si affaccia al mondo, la fede di questo giovane non deve essere argomento manipolato dalla scuola, ma deve essere coltivata dentro di se da lui stesso. Sarebbe a mio avviso più importante insegnare a questi ragazzi il rispetto verso gli altri, il rispetto verso l’ambiente, quella che si potrebbe chiamare Educazione Civica, ma questo è un altro discorso.
La scuola pubblica dello Stato Italiano è laica, in Italia la maggioranza della popolazione è cattolica, ma non la totalità.
L’ora di religione, per la mia esperienza, è un’ora inutile, non obbligatoria, in cui si copiano le versioni di latino dell’ora successiva e spesso gli insegnanti non hanno un programma organico e arrivano in aula a fare catechismo o discussioni varie e vaghe del più e del meno.
Per me l’ora dovrebbe essere trasformata in ‘storia e filosofia delle religioni’, materia scolastica a tutti gli effetti, obbligatoria e con insegnanti qualificati. Allora si che il giovane potrebbe venire a conoscenza delle culture differenti che hanno portato alla nascita di religioni differenti.
Tutto questo per poter avere una visione completa e poter scegliere, con coscienza, la propria fede, o non scegliere, solo sapere.
La fede deve nascere da dentro, penso, deve essere sentita e vissuta. Invece secondo me spesso la fede è ereditata: i miei genitori sono cattolici quindi mi battezzano, mi portano a catechismo, faccio la comunione; ma dentro di me c’è qualcosa o sono cattolico per abitudine? Io rifletto.
Ho preso spunto da questo articolo.





